Chi dona deve essere grato

Il Maestro Seitsu

necessitava di un edificio più grande poiché la casa in cui insegnava era sempre molto affollata.

Un mercante della città decise di far dono di cinquecento pezzi d’oro per la costruzione del nuovo edificio. Umezu portò il denaro al Maestro che gli disse semplicemente. « Va bene, lo prenderò ».

Umezu diede il sacco d’oro a Saitsu, ma era molto scontento per l’indifferenza del Maestro poichè la somma donata era davvero grande, uno avrebbe potuto vivere un anno intero con tre pezzi d’oro,

ma il Maestro non l‘aveva nemmeno ringraziato. « in questo Sacco vi sono cinquecento pezzi d’oro », alluse Umezu.

« Me hai già detto prima », rispose Seitsu.

« Anche se sono un ricco mercante cinquecento pezzi d’oro sono un bel mucchio di soldi », ribatté Umezu.

« Cosa vorresti, che ti ringraziassi? », disse il Maestro.

« Dovresti almeno… », replicò Umezu. « e perché dovrei? », chiese Seitsu « E’ colui che dona che dovrebbe essere grato.

Così come un bambino deve lasciare il corpo della madre, altrimenti morirà nel suo grembo, allo stesso modo poi dovrà tagliare il cordone ombelicale anche in senso psicologico. E non solo fisicamente e mentalmente ma anche spiritualmente. E quando una persona ha la sua nascita spirituale vuol dire che è completamente uscito fuori dal passato, ha rotto completamente con questo passato, e solo allora per la prima volta diventa un sè, una realtà indipendente, un individuo che sta in piedi da solo, egli é! prima d’ora era soltanto un’appendice della madre, del padre o della famiglia, ma non è mai stato se stesso.

Se hai conosciuto l’amore non hai più paura della morte, ed è solo quando quando non hai più paura della morte che puoi veramente vivere.

Ma se tu sei pronto a capire la nevrosi del denaro e l’estasi dell’amore allora sarai capace di comprendere questo fatto: colui che dona dovrebbe essere riconoscente. Dona e sii grato!

Perchè l’altro potrebbe anche rifiutare, Ma questa possibilità non è nemmeno concepibile per colui che in profondità è avido.

Infatti una volta è successo, un mercante andò al tempio da Ramakrishna e disse di volergli offrire cinquecento pezzi d’oro, e lui rispose “Va bene li accetto, adesso fai una cosa per me vai in riva al Gange e buttali dentro”

Il mercante esitava ma lui disse “cosa aspetti? me lo hai regalato no? allora quel denaro adesso è mio e ti dico di andare a gettarlo nel Gange perchè a me non serve mentre al Gange si”.

Così l’uomo se ne andò piano piano e non tornò più indietro, passarono ore e Ramakrishna decise di inviare qualcuno a vedere cosa stesse facendo. C’era una gran folla e l’uomo stava contando una ad una le monete e le gettava singolarmente nel fiume facendo un gran show. Ramakrishna andò dall’uomo e gli disse “Quando uno accumula, contare è necessario, am quando uno rinuncia… Che cosa stai facendo? Quando uno deve gettar via una cosa la può buttare con tutto il sacco….Ma la gente rinuncia eppure continua a contare, in realtà non ha rinunciato affatto.

Colui che dona dovrebbe essere grato Dai e tu sii riconoscente. Se puoi seguire questa indicazione, il vecchio secchio si romperà, e l’acqua fuggirà via. Tutta l’illusione scomparirà. Non più acqua, non più luna. Allora tu potrai guardare il cielo, la vera luna. E’ sempre stata lì, ma tu sei rimasto catturato dal riflesso.

L’amore è la vera luna, il denaro è il riflesso.

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